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Album
CD
Date
2008
Label
Arte Profana Produzioni
Distribution -
Promotion -
Studios Ancient Skull
Artwork Arte Profana Produzioni
Contact www.fearbringer.com
www.myspace.com/fearbringer07
Track List
Capitolo I (Attuali Riflesisoni)

1. Ante Atri Phoenicis Solio
2. In Vita Morteque
3. Sanctus Lacus
4. De Silvae Silentio

Capitolo II (Ricordi)

5. A Time for Us
6. Chanson Baladée

Capitolo III (Bonus Videoclip)

7. In Vita Morteque
8. Sanctus
MISERICORDIA 'CIRCUMSPECTUS'

"Circumspectus" è la prima release rilasciata a nome "Misericordia", l'ultimo progetto, in ordine di tempo, ad essere partorito dalla mente del nostrano artista Fearbringer. Un disco in qualche maniera atipico, che svela nuovi versanti della proposta musicale del nostro, mettendone in luce (con risultati notevoli) il lato più intimista e riflessivo.
Le sorprese non si fanno attendere; dopo un bell'intro dalle sonolità medievaleggianti ed apocalittiche, infatti, ci viene subito presentato il primo gioiello dell'opera: si tratta di "In Vita Morteque", un brano stupendo e ricco di emotività e pathos, dal feeling struggente e malinconico. Pezzo giocato prevalentemente su tempi di estrazione doom e su una melodia epica ed evocativa, creata da bellissime linee di chitarra e cori imponenti.
"Sanctus Lacus" è invece preceduta da un suggestivo intro ambient, con suoni provenienti direttamente da una foresta ed inquietanti sussurri che si sovrappongono con effetto arcano ed inquietante, prima che il tutto venga interrotto da un riffing glaciale, mistico ed oscuro sul quale si innestano angelici vocalizzi femminili che lasciano successivamente posto a feroci screaming vocals il cui riverbero conferisce al brano un atmosfera magica e primordiale. Il guitar work grezzo ed al tempo stesso ricercato, la struttura elaborata, le melodie dal sapore antico e la forte atmosfera di questo brano mi hanno riportato alla mente il primo (strepitoso) album dei Borknagar, il cui ascolto dava davvero la sensazione (cosa che accade anche qui) di trovarsi immersi nella natura più incontaminata e selvaggia.
La traccia successiva, "De Silvae Silentio" (stupendo il titolo) non avrebbe sfigurato su "Kveldssanger" degli Ulver: su un sottofondo di suoni ambient si ergono possenti clean vocals maschili corali, con delle percussioni cadenzate come unico accompagnamento.
Ma non finisce qui: in chiusura troviamo due cover, di per sè già abbastanza spiazzanti; la prima, "A time for us", è il famoso tema del film "Romeo e Giulietta" di Zeffirelli (scritto da Nino Rota), mentre la seconda, "Chanson balladèe", è invece un brano del 1300 scritto da Guillaume de Machault, ma riutilizzato anche in diverse occasioni in tv. Il primo dei due brani vede Fearbringer, accompagnato da una chitarra acustica arpeggiata con maestria (sempre da lui, ricordo infatti che anche questo è un progetto solista), cantare in pulito sfoderando una insospettabile timbrica suadente e dando prova di una incredibile versatilità vocale (oltre che di un ottimo gusto in fatto di cover, visto che il brano in questione è a dir poco commovente). "Chanson Baladée" è invece rivisitata in maniera divertente, con l'incursione di ruvide chitarre black metal che, credetemi, non stonano affatto!
Che dire, un lavoro assolutamente emozionante, intrigante (difficile annoiarsi con una tracklist assemblata in questa maniera) e profondo, in grado di catturare ed ammaliare con una vasta gamma di soluzioni, idee e sentimenti.
Come, non siete ancora soddisfatti? Ingrati!!
Allora sarà opportuno aggiungere che il suddetto disco contiene anche una sezione multimediale dove è possibile approfondire il concept e la genesi del progetto, ammirare una piccola galleria fotografica (favoloso l'abito d'epoca indossato dalla modella) e guardare ben due video: quello di "In Vita Morteque" (già in circolazione su Internet) e quello, inedito (e decisamente calzante, fate attenzione all'ambientazione) di "Sanctus Lacus".
Se poi aggiungete che si tratta anche di un edizione limitat(issim)a a 50 copie allora forse fareste meglio ad accaparrarvi quest'opera di genuina arte sonora.

Hagalaz